giovedì 3 gennaio 2019

Milazzo. Elezioni 2020, Ecco il Candidato Ideale per la Città

Iniziamo a conoscere un candidato Sindaco che dice di avere i voti per vincere le prossime elezioni 2020 a Milazzo.

Elezioni comunali 2020 che tipo di candidato ci vorrebbe in campo: "Vi spiego la svolta che vorrei" e sottolinea "Attorno a me imprenditori e professionisti"

Per molti dovrebbe essere un professionista, una persona di cultura che potrebbe scendere in campo per provare a dettare un’agenda fatta di sviluppo e sicurezza, passando dall'ambiente ma non trascurando il centro storico di Milazzo e i commercianti. Un candidato aperto al dialogo con Lega e con tutto il centro destra per dare la vera "svolta.

Ecco la prima intervista (a circa 550 giorni dalle elezioni) a un candidato di area centro-destra per le elezioni amministrative 2020 a Milazzo:

- Com'è nata la sua candidatura?
 «Ancora non è una candidatura ma un progetto per coinvolgere gente che è sempre stata fuori dalla politica e che abbia idee e proposte per cambiare il modo di gestire Milazzo. Si tratta di professionisti, imprenditori e gente comune che già lavora, che non cerca vantaggi personali e per i quali la politica è un sacrificio civico. Il progetto politico che ho in mente nasce all’interno di una vasta e compatta coalizione che si prefigge l’obiettivo di governare la città per ricondurla in un alveo di normalità, di ordine e di serenità, al fine di creare anche le condizioni per una crescita economica, sociale e culturale».

- A che punto è questo progetto?
«E’ avanti. Già numerose persone hanno dato la loro disponibilità e abbiamo una bozza di programma. Ora valutiamo se ci sono le condizioni per realizzare la nostra idea».

- Quali sono queste condizioni?
«Che ci sia la possibilità di giungere al governo della città e non di pesare, o pesarsi, per poi avere un assessorato in più, come qualcun altro pensa di fare...».

- A chi si sta riferendo?
«Non mi faccia fare nomi in questa fase politica, è presto...».

- In cosa, la sua candidatura, potrebbe fare la differenza rispetto alle altre?
«Nelle altre proposte politiche mi sembra di vedere una forte continuità con la gestione passata e una rassegnazione a gestire lo status quo invece di esprimere una progettualità a lungo termine che favorisca lo sviluppo economico del territorio attraverso uno choc pubblico di investimenti».

- Scusi, investimenti pubblici?
«Sì, penso ad una forte attrezzatura delle aree artigianali e industriali con tecnologie di ultima generazione per attirare imprenditori dalle province limitrofe; penso ad un rafforzamento della viabilità con particolare attenzione ai fatti accaduti nella zona adiacente ai centri commerciali; ad una una task force, alle dipendenze dirette del sindaco, che aiuti le aziende dalla domanda al taglio del nastro; penso alla riqualificazione delle aree verdi e a rischio».

- Non è un approccio un po’ superato quello delle aree produttive?
«Niente affatto, è una richiesta che proviene dai ceti imprenditoriali e che avrebbe ricadute dirette sull’occupazione a Milazzo».

- L’impressione è che, più che il Pd, il suo avversario sia in questo momento la Lega: è corretto?
«No, assolutamente. Io non appartengo alla retorica dell’anti-partitismo ma ritengo che i partiti si debbano aprire ed evolvere non solo a parole, come fatto fino ad oggi. Riguardo il Pd a Milazzo non credo proprio che faccia paura a qualcuno. Parlando della Lega ritengo che a Milazzo la percentuale di elettori che si sono avvicinati al partito siano molti, ha confermare questa mia affermazione sono le presenze al PalaDiana nell'incontro organizzato dal capo gruppo della lega al consiglio comunale Andaloro. Detto questo, nulla toglie che mi confronterò con tutti coloro che si dimostreranno interessati al nostro progetto. Con un unico punto fermo: che a portare avanti questa proposta sia io, con le persone che mi scelgo, senza stravolgimenti esterni dell’idea iniziale».

- Sarà una sfida importante data la forza elettorale della Lega e l’abitudine al comando e alla gestione della città dei candidati storici!
«Lo so. Ma parlerò con tutti coloro che vogliono realmente cambiare il sistema di gestione della politica locale».

- Perché non riusciamo a far decollare il Turismo ?
«E’ stato fatto molto poco per promuovere Milazzo come città d’arte e cultura, penso che per il futuro si dovranno coinvolgere maggiormente i privati. Promuovere la città senza una adeguata accoglienza e servizi turistici, rischia di rimanere una cosa fatta a metà: promozione e vendita del prodotto devono viaggiare insieme, non dimenticando che abbiamo chilometri di spiaggia libera con un lungomare di ponente in una situazione disastrosa per dei lavori bloccati da anni»

- Sicurezza in Città, tutti ne parlano ma i soldi non ci sono. 
«Boccio l'amministrazione Formica sul tema sicurezza poiché credo non si sia trasmessa ai cittadini l’idea di una città sicura. La sicurezza spetta a prefetto e questore ma un sindaco può utilizzare al meglio la polizia municipale e riqualificare le aree più a rischio. Lampioni e telecamere, ad esempio, possono avere un effetto maggiormente deterrente che non dieci poliziotti. I cittadini non dimenticano che durante la stagione estiva in centro, dopo le ore 20:00, regnava l'anarchia anche per la mancanza di Vigili Urbani».

- Cose più o meno già fatte: non sento grandi novità...
«Però io voglio cambiare l’approccio: vede, dobbiamo avere bene a mente che l’insicurezza va a toccare soprattutto i diritti dei più deboli, come gli anziani che non vanno più al circolo perché hanno paura. E poi serve un cambio di mentalità: non è razzista o di destra chi difende il suo diritto a circolare liberamente per la città».

- La disoccupazione giovanile a Milazzo è alle stelle, cosa ne pensa? 
«Premetto che ho due figlie che studiano. Con questo voglio dire che il futuro dei giovani deve essere progettato e coltivato, chi vuole fare impresa avrà uno staff di professionisti a sua disposizione. In campagna elettorale si sono dette tante parole che non si sono tradotte in fatti. Strutture come il Mercato Coperto e i Mulini Lo Presti devono essere dati in concessione a giovani, imprenditori e start up innovative, in caso contrario devono essere venduti per fare cassa. Potrei aggiungere altro su tutti i posti di lavoro che troviamo all'interno delle grandi industrie con sede a Milazzo, ma ancora è presto»

- Ci può dire uno o due progetti portanti di un suo ipotetico programma elettorale?
«Forti investimenti pubblici attraverso risorse da acquisire mediante l’alienazione di buona parte del patrimonio mobiliare del Comune e mediante il coinvolgimento del privato; controllo di gestione della spesa pubblica come avverrebbe in una famiglia; la salute dei cittadini prima di tutto, convivere con le grandi industrie significa far rispettare le leggi su inquinamento ed emissioni».

- Lei parla di investimenti: è d’accordo con la proposta di alienare per liberare risorse da investire?
«Non sono un economista esperto. Tuttavia non comprendo perché il Comune di Milazzo debba avere immobili e quote in società partecipate senza che ciò comporti un beneficio sotto il profilo dei costi per i cittadini e ulteriori perdite per l'ente».

- Come fare tutto questo con un comune senza Soldi? «Ottimizzando costi e personale queste sono le soluzioni. Ottimizzare costi, con un esempio pratico: il mercato coperto è da anni abbandonato, nel mio programma elettorale prevedo di liberarlo e dando una prima sistemazione può essere anche usato il mercatino delle pulci, rivaluto l'immobile e incasso mensilmente l'affitto degli spazi. Sono tanti i progetti fattibili in termini economici e logistici però un buon sindaco deve avvalersi di professionisti per ogni settore anche del marketing e comunicazione»

Parla di esperti di Marketing e Comunicazione, Perché?
«Oggi la comunicazione è alla base di tutto. Grazie alla professione che svolgo da anni giornalmente incontro rappresentati di aziende, multinazionali e professionisti di qualsiasi settore. L'esperienza accumulata mi ha fatto acquisire nozioni imprenditoriali, economiche e contabili che possono aiutarmi a gestire l'ente come se fosse un azienda privata. Prima di tutto dobbiamo vendere il brand Milazzo come fanno i marchi Nike o CR7 (Cristiano Ronaldo) tutto questo realizzando campagne pubblicitarie studiate ad oc sui social e altri canali. Lei ora mi chiederà e i soldi? Io penso che non sempre ci vogliono i soldi per sviluppare idee ma prima di tutto ci vuole la testa, non posso andare nei dettagli è troppo presto. Dico solo: Mettetemi alla prova».

Per la sua squadra di esperti ha in mente qualcuno, può fare qualche nome ? 
«No, sono tanti i giovani professionisti che una volta eletto avranno le chiavi di un ufficio attrezzato con scrivanie, computer in stretta collaborazione con il gabinetto del Sindaco. Professionisti incaricati a gestire un laboratorio di Idee giornalmente al lavoro per analizzare, progettare e sviluppare come vendere la città di Milazzo sotto tutti i punti di vista.

- Qual è lo schieramento politico in cui si colloca? 
«L’area di riferimento politico cui mi ispiro è il centro destra, ma la coalizione che mi sostiene è prettamente civica e include diverse sensibilità che spaziano lungo tutto l’arco dello schieramento politico. Le dico anche che ho fatto delle proiezioni grazie al supporto dei miei esperti e conti e percentuali alla mano posso dire che ho molte possibilità».

- Secondo lei quanti milazzesi la possono votare? 
«Intanto confermo che la mia candidatura si posiziona su una coalizione di centro destra e sono convinto che il prossimo primo cittadino a Milazzo farà parte di questa corrente politica. Il mio gruppo al lavoro da mesi sul nostro progetto politico che conta di arrivare al ballottaggio "recuperando" un numero considerevole di voti dai candidati del 2015, le proiezioni realizzate dal mio ufficio elettorale sono: da Carmelo Formica 1.000 preferenze; da Carmelo Pino 1.500; da Giovanni Formica 2.000; Lorenzo Italiano 1.000; per un totale di 5.500 voti con un margine di errore ci 500 preferenze. Numeri che mi permetterebbero di arrivare all'obiettivo del secondo turno. Chi dice che sono numeri non attendibili rispondo cosi: Non dimentichiamoci del Dottore Carmelo Formica alla sua prima esperienza politica ha fiorato i 3000 voti».

Quale candidato potrebbe darLe più fastidio ?
«Ascoltando la gente, il mio staff sul territorio riscontra un costante ascesa di consensi su Lorenzo Italiano. Secondo me Lorenzo, che conosco e lo rispetto come politico e come persona, potrebbe avere le chances per mettermi le bastone tra le ruote. Dico questo anche perché facciamo parte della stessa corrente politica».  

- Quale sarà lo slogan della sua campagna elettorale?
«Ritengo difficile sintetizzare in uno slogan tutte le nostre idee, i propositi e le potenzialità che concreteremo nel governo della città. Credo, comunque, che l’espressione: “La tua scelta per Milazzo” e “Fai rivivere Milazzo” possano adattarsi alla nostra esperienza per questa campagna elettorale».

- Qual è il problema più pesante che affligge Milazzo?
«Elencare o scegliere un unico problema, che si ritenga più “pesante” degli altri, significherebbe mettere in atto una sorta di semplificazione delle complesse questioni che attanagliano la nostra Milazzo: cosa alla quale non sono avvezzo. Credo, tuttavia, che bisogna trovare, assolutamente, il modo giusto per avviare un processo di crescita utile soprattutto ai giovani. Ecco perché lo slogan: “Fai rivivere Milazzo”».

- Due cose dell’amministrazione comunale Formica da bocciare e due da promuovere.
«Da promuovere non vedo proprio nulla, anzi bocciatura netta su tutti i punti di vista. In particolare boccio la gestione dei rifiuti visto che durante la stagione estiva ci siamo trovati la nostra città come una discarica a cielo aperto»

- Come giudica l’amministrazione uscente?
«Nel peggiore dei modi possibili. Sono stati anni inutili e dannosi per la nostra comunità, sia sotto il profilo amministrativo, sia dal punto di vista sociale e culturale. Una chiara dimostrazione di incapacità e inefficienza da parte di coloro che si erano accreditati all’elettorato come i “salvatori della città” e che alla fine hanno dimostrato di essere meno che nulla. Incapaci persino di gestire l’ordinario. Amministrazione e relativa maggioranza saranno ricordati negli annali della politica milazzese per aver fatto precipitare l’ente in una condizione di precarietà e di emergenza perenne che, fra l’altro, ha causato l’applicazione del dissesto finanziario».

- Perché si candida?
«Mi candido per le ragioni che ho illustrato sopra e perché la passione civile che sento dentro mi impone di fare qualcosa di importante per Milazzo. Proverò, e sono sicuro di riuscirci, a risolvere buona parte delle problematiche che la dissennata politica della sconquassata maggioranza uscente ci ha lasciato: dalla spazzatura giacente per le strade, all’assenza di decoro urbano della città, dalla cattiva gestione del centro storico, alla mancanza di occasioni di lavoro per i giovani, dal pessimo funzionamento della macchina amministrativa, alla mancata stabilizzazione dei precari, dalla mancata approvazione del Piano Regolatore, alla regolare approvazione degli strumenti finanziari e via dicendo».

- Il suo programma elettorale è in fase di stesura. Che ruolo avranno i cittadini alla sua elaborazione e in che modo gli interessati potranno partecipare?
«L’insieme dei cittadini, ovvero la “società civile” avrà un ruolo sostanziale. Il nostro programma non sarà una pagina di letteratura infarcita da una miriade di questioni, generalmente irrisolvibili, o un’elencazione di buoni propositi irrealizzabili. Quindi, non un “libro dei sogni”, ma uno strumento snello che indichi le cose fattibili e i modi per realizzarle. Sarà un patto di impegni con gli elettori. Ciò costituirà la piattaforma su cui si fonderà l’azione politico-amministrativa dei prossimi cinque anni. In altri termini proporremo agli elettori soluzioni che diverranno, senz’altro, fatti concreti una volta che sarò eletto sindaco con il consenso dei cittadini».

- E sul tema immigrazione?
«L’accoglienza è un dovere etico ma non deve essere finalizzata solo al business. Credo si debbano favorire percorsi virtuosi per coloro che seguono corsi di italiano e di formazione sulla norme in vigore nel nostro Paese. Penso poi ai numerosi ospiti delle cooperative che possono dare una mano per il decoro urbano».

- I Centri commerciali a Milazzo sono un problema ? 
«Il polo commerciale di Milazzo ormai sta crescendo a dismisura ed è chiaro che non si può tornare in dietro, le autorizzazioni date in passato hanno portato ad una situazione preoccupante sotto tutti i punti di vista. Nulla toglie che le strutture ci sono e la città deve convivere con queste realtà economiche. l problemi sono la sicurezza, urbanizzazione e in particolare la desertificazione del centro storico con i negozi in serie difficoltà. A mio modesto avviso, anche se non mi ritengo esperto del settore, la soluzione dovrà essere quella di rendere accattivante e vendibile il centro della città, prima di tutto creando un tavolo di lavoro tra amministratori e commercianti. Tutto è possibile, basta la volontà».

«Chiunque volesse partecipare e contribuire al risveglio dal torpore in cui la città è caduta, può proporre le proprie idee che saranno discusse e inserite nel programma»

Il nome del candidato in questo momento non verrà scritto per volontà dell'interessato che preferisce rimanere nell'anonimato fino ai primi mesi del 2019.

LA FOTO:
Realizzazione grafica staff ViviMilazzo.
Da sinistra verso destra: Gianfranco Nastasi ( sembrerebbe candidato con il centro destra, possibile lista Forza Italia); Maurizio Capone (Confermata più volte la sua candidatura con un programma politico bel delineato, centro destra); Stefania Scolaro (nessuna conferma sulla sua candidatura, ma ....); Carmelo Pino (silenzio tombale attorno all'ex Sindaco che ha ricevuto circa 5000 preferenze al secondo turno contro Giovanni Formica); Giuseppe Marano (ex candidato a sindaco oggi nega una sua candidatura ma spiega che dovrà trovare un candidato affidabile da sostenere); Mister X (il candidato che ha risposto alle nostre domande, coalizione di centro destra); Maurizio Capone (attuale vicepresidente del consiglio, vorrebbe esprimere un proprio candidato ma non esclude alleanze); Giovanni Formica ( Attuale primo cittadino molti parlano di una sua ricandidatura i fedelissimi smentiscono, vedremo... ); Pippo Midili (sembrerebbe in piena rottura con l'ex sindaco Carmelo Pino e potrebbe essere uno dei tanti a correre per la poltrona di primo cittadino); Giovanni Di Bella ( Persona distinta e ben voluta in città, il farmacista potrebbe essere un valido candidato di una coalizione di centro sinistra); Lorenzo Italiano (Per molti l'unico candidato che in questo momento potrebbe avere i numeri per ritornare ad occupare la poltrona del Sindaco).

LA RIFLESSIONE:
In questa fase embrionale delle candidature nessuno si sbilancia. Sono tanti i possibili candidati e le possibili alleanze ma, da non dimenticare che non dovrebbe mancare il candidato espresso dall'avvocato Tommaso Calderone che proprio a Milazzo ha incassato circa 1000 preferenze. Sempre in Forza Italia, Bernadette Grasso grazie al suo referente di zona Maurizio Capone ( attuale vicepresidente del consiglio ) potrebbe scegliere un suo candidato. Sempre più aspiranti alla poltrona che potrebbero far accadere quello che avvenne durante il primo turno delle amministrative del 2015, quando la spaccatura interna del centro destra ha consegnato la città a una coalizione di centro sinistra, con il seguente risultato:  Pino Ragusi 262 preferenze, Giuseppe Marano 349, Carmelo Formica 2.445, Lorenzo Italiano 2.980, Carmelo Pino 4.093, Giovanni Formica 7.036.

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2 commenti:

  1. Riguardo ai farmacisti distinguiamo quelli laureati e quelli pseudo! Riguardo il sindaco ci vogliono idee, equipe dietro e gente con cervello inserito e collegati nel continente, non venduti, non sponsorizzati, che abbiamo scienza, coscienza e vero amore milazzese e, soprattutto, che non foraggiano questo foglio per farsi passare per super eroi. Abbiamo già dato, grazie!

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  2. Tante ma tante parole, i milazzesi dicono basta a farsi prendere in giro.

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